Le origini e il significato del nome

Conoscere il Pencak Silat -> Le origini e il significato del nome

 

Ispirata dalla natura

Tutti gli esperti concordano nel dire che gli antenati Malay hanno creato e usato il Pencak Silat come tecnica di difesa personale fin dai tempi preistorici, per esempio, Mariun Sudirohadiprodo, famoso maestro indonesiano e membro fondatore dell’I.P.S.I., sostiene che il modo di combattere degli animali sia stata una fonte di ispirazione nella creazione delle tecniche e degli stili del Pencak Silat: nei tempi preistorici gli animali selvaggi rappresentavano una seria minaccia per la gente dell’arcipelago che, per imparare a difendersi, iniziò a osservare e imitare i movimenti delle tigri, delle aquile, degli scorpioni, dei coccodrilli, delle scimmie, dei serpenti, adattandoli e trasformandoli in tecniche di difesa personale. In questa maniera gli stili del Pencak Silat si sono sviluppati gradualmente, dando origine a vari stili, come, ad esempio, Harimau (tigre) e Putih Garuda (aquila bianca).

Durante la sua quadriennale ricerca (1994-1998) il Dewa Guru Maryono O’ong ha raccolto numerose testimonianze su miti e leggende inerenti l’origine del Pencak Silat che evidenziano il ruolo della natura nello sviluppo delle tecniche di difesa personale proprie delle popolazioni dell’arcipelago.

Gli antenati del popolo malese (sud-est asiatico) svilupparono spontaneamente le loro tecniche marziali osservando i fenomeni naturali che si sono loro presentati nel quotidiano, acquisendo così una conoscenza per mezzo della quale gli appartenenti ai vari gruppi tribali riuscirono a contenere i numerosi pericoli circostanti.

Nei secoli seguenti questi movimenti, inizialmente imitativi, sono stati studiati e adattati alle nuove situazioni fino a trasformarsi in un completo sistema di difesa personale e strumento di evoluzione spirituale.

Esistono scuole di livelli diversi; alcune si occupano esclusivamente all’aspetto marziale, altre comprendono anche l’aspetto artistico, quelle più elevate non hanno limiti.

Nel corso dei secoli il Pencak Silat è diventata una delle culture marziali più ricche e varie, tra uno stile e l’altro possiamo trovare: differenti strategie di insegnamento, modalità tecniche, filosofia, movimenti, tattiche di combattimento, armi, ritmi e strumenti musicali.
Per comprendere l’universo del pencak silat vai alla pagina dedicata agli stili presenti in Indonesia.

 

stili e Guru silat

 

Il nome

Penca, Mancak, Silat, Silek, Bersilat, Pasilat, questi sono alcuni dei nomi con cui è conosciuta questa arte marziale, come e quando si è arrivati al nome Pencak Silat?
Il termine “Pencak” comunemente usato a Giava, Madura e Bali è l’acronimo di “Penca” (West Giava) e “Mancak” (Madura e Bali), il termine Silat o Silek, invece, viene utilizzato a Sumatra. L’ambizione di unire queste due differenti espressioni culturali in una parola comune è stata espressa per la prima volta nel 1948 in concomitanza con la fondazione della Federazione Nazionale Indonesiana: Ikatan Pencak Silat Indonesia (I.P.S.I.), e si è realizzata formalmente nel 1973 quando i rappresentanti delle diverse scuole si sono accordati per usare il termine “Pencak Silat” nei discorsi ufficiali, pur mantenendo l’uso dei termini originali a livello locale.
La ricchezza terminologica indica una vasta diversità di stili, dovuta al fatto che i Maestri svilupparono la loro arte personale in armonia con l’ambiente circostante e con il contesto socio-culturale in cui vivevano. In Malesia viene usato il termine “Bersilat” per indicare una pratica marziale che comprende più di duecentosessanta stili diversi. Lo stesso termine viene usato a Singapore e nel sud della Tailandia, mentre nel Brunei e nelle Filippine del sud viene usata la versione corta, cioè “Silat”. Nelle altre regioni delle Filippine viene anche usato “Pasilat”. In Indonesia il nome ufficiale per indicare più di ottocento scuole (perguruan) e stili (aliran) diffusi su tredicimila isole è “Pencak Silat”.

 

Articolo a cura di Denis Brecevaz
Bibliografia: O’ong Maryono, “Pencak Silat Merentang Waktu” Ed. L. Keary and R. Sciortino, 2002.